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Che lavoro fai: L’ influencer ma solo adesso lo capiscono.

Che lavoro fai? L’ influencer

“Dieci anni fa nessuno capiva quello che facevo, nel mondo della moda mi deridevano e mi dicevano che nessuno si sarebbe più ricordato il mio nome da lì a sei mesi. Invece io sono ancora qua”. 

Chiara Ferragni


Queste sono parole della più importante e conosciuta influencer e fashion blogger italiana, Chiara Ferragni. Da molti derisa ancora oggi, spesso incompresa, capro espiatorio perfetto, ma al contempo una delle donne più potenti al mondo secondo Forbes, alla quale è stato dedicato anche un corso di studi all’Università di Harvard.

Il suo più grande merito è l’aver intuito ben prima degli altri una nuova forma di business, nella quale ha creduto e investito, arrivando ad essere un brand lei stessa.

Oggi, infatti, fare l’influencer può essere effettivamente annoverato a tutti gli effetti tra le diverse professioni. Ma in cosa consiste?

La figura dell’influencer nasce direttamente da quella dell’opinion leader, cioè una persona che riteniamo esperta in un certo ambito e di cui ci fidiamo, grazie anche al ruolo carismatico che riveste e alla sua capacità di persuasione.

Se uniamo tutto ciò al micro-blogging degli anni ’90 e poi ai social network attuali, si può comprendere facilmente come gli influencer rivestano un peso enorme nella vita quotidiana di molti utenti, andando ad influire anche sulle loro scelte di acquisto. È proprio da qui che questi influencer traggono il loro sostentamento, arrivando ad essere considerati veri e propri imprenditori digitali che muovono flussi economici enormi.

Attorno ai blogger ruota un mondo costituito da moltissime nuove professioni: social media manager, content creator, data analyst. Spesso, poi, i volti noti sui social, che godono di un grande seguito, hanno anche uno sviluppo crossmediale ( approfondisci QUI l’ uso dei social network )

Un esempio è quello di Benedetta Rossi

Benedetta Rossi Fatto in casa da Benedetta

Un esempio è quello di Benedetta Rossi e del suo blog “Fatto in casa da Benedetta”: partito come una semplice pagina in cui Benedetta raccoglieva videoricette dei piatti che realizzava, il suo business si è allargato fino all’apertura di un canale YouTube e di diverse pagine social, la pubblicazione di libri e la conduzione di un programma a tema culinario.

È ormai ovvio, quindi, che i social media hanno un effettivo ritorno economico, specialmente nel caso di personalità carismatiche e propositive, che, come si dice in gergo, sanno creare “engagement”: è proprio la capacità di coinvolgere e generare interazione ad essere necessaria per la sopravvivenza degli influencer, specialmente in un panorama sempre più competitivo come quello attuale.

Magari è veramente arrivato il momento di rivedere le professioni contemplate dalla carta d’identità, con buona pace di chi crede che fare l’influencer non sia una professione, ma una moda del momento.


Aggiornatevi, forse siete voi ad essere passati di moda!

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