Uno di famiglia.

Avere un cane è tanto una gioia immensa quanto un impegno quotidiano che rasenta l’avere un figlio.

Sono papà di una splendida bambina e padrone “papà” di uno splendido Labrador di nome Lucky e posso garantirvi che, con le dovute differenze, mi riempiono di felicità e gioie entrambi.

Veder crescere Lucky e Sophie insieme è stato come vedere due fratelli; giochi, bisticci, abbracci e addirittura ( una delle scene più belle ) la ” nanna ” insieme.

Il rapporto che un padrone ha con il proprio cane deve comunque rispettare una gerarchia. È necessario ed indispensabile che il cane vi riconosca come PADRONE cioè quella figura con cui giocare andare in giro divertirsi ma da rispettare e proteggere. Se questo rapporto viene rispettato il vostro amico a quattro zampe sarà davvero un compagno inseparabile è una gioia per le vostre giornate.

Lucky vive con me tutto il giorno, mi accompagna a scuola con Sophie, è in studio con me in radio e partecipa alle mie ore di diretta. Siamo praticamente inseparabili e abbiamo creato un rapporto splendido.

In tutto questo non bisogna fare gli ipocriti.

Avere Lucky in famiglia prevede rinunce e sacrifici; l’organizzazione della propria giornata è subordinata anche alle necessità di Lucky, le vacanze devono prevedere o un posto attrezzato per cani o bisogna trovare una pensione adeguata.

Tutto questo ad oggi a me non ha mai creato problemi ne preoccupazioni perché Lucky è uno di famiglia e come tale deve essere trattato.

Purtroppo non tutti la pensano così e i canili si stanno riempiendo sempre più.

Gli abbandoni durante le vacanze estive aumentano e in proporzione aumentano i regali natalizi di cuccioli che poi tra giugno ed agosto vengono lasciati al loro destino. Non vorrei fare della facile dialettica o non vorrei essere polemico, ma se le statistiche parlano di aumenti forse non lo si sta dicendo troppo o nella maniera corretta: UN CANE NON È UN PELUCHE. Ha un’intelligenza, una sensibilità e vi posso assicurare anche un’anima.

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